In “Numeri in Fabula” sette folletti d’azione scoprono la matematica del probabile in un’avventura guidata dalla nonna di Cappuccetto Rosso. Attraverso una storia avvincente e ricca di emozioni, vengono evidenziati l’importanza degli affetti dell’arte di prendere decisioni in situazioni incerte
Benvenuti nel mondo di “Numeri in Fabula”, il mio primo libro illustrato che vi condurrà in un’avventura nel paese di Matelandia. In questo articolo vi svelo la storia dietro la creazione della fiaba e vi presento i personaggi che animano queste pagine.
I Personaggi di “Numeri in Fabula”
Nel libro racconto la storia di sette folletti d’azione intenti a scoprire la matematica del probabile.

La nonna di Cappuccetto Rosso, personaggio noto e familiare, guida I protagonisti nel loro percorso, aiutandoli a riflettere sulla casualità degli eventi nel paese di Matelandia.

Altri personaggi, come Fata Isotta e il losco Signor Grattacielo, si alternano nell’intreccio narrativo, portando con sé desideri, bugie e virtù.
Scrivere una fiaba sulla matematica dell’incerto
L’idea di scrivere “Numeri in Fabula”, una fiaba sulla matematica dell’incerto, mi è sembrata tanto inaspettata quanto affascinante. Ho sempre desiderato creare una storia illustrata in cui il possibile, lo stupore e la scoperta giocassero un ruolo fondamentale ed andassero di pari passo.
Mi sono affidata a uno storyboard sviluppato in modo spontaneo, abbozzando rapidamente le scene e i personaggi.

Questa esperienza mi ha permesso di immergermi nelle paure, nei sogni e nelle emozioni dell’infanzia, giocando con i codici del mondo fiabesco.
Quando iniziai a scrivere, il libro prese forma velocemente: disegni, schizzi e testi si sviluppavano contemporaneamente, anche se ci vollero diversi mesi per completarlo.
Dall’entusiasmo iniziale allo sconforto
All’inizio, il tempo sembrava non bastare e il momento sembravano ancora giusto per svelare pienamente la storia, o semplicemente non sapevo come trattare il tema con la dovuta delicatezza. Non potevo che mettere da parte temporaneamente il progetto per dedicarmi ad altri impegni.

E poi, l’obiettivo divenne chiaro: lasciai maturare la storia dentro di me finché, ad un certo punto, prese vita e ispirò i disegni. Ne parlai con il mio professore di statistica, chiedendogli un parere sui contenuti legati alla probabilità; rimase positivamente colpito e fui invitata a partecipare a un convegno sulla didattica della matematica per docenti del primo ciclo d’istruzione, presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara.
Il giorno della presentazione
Arrivò il giorno della presentazione e, contro ogni aspettativa, la mia storia e i suoi argomenti riscuoteranno il plauso della platea – un ricordo che porto ancora con me. Poco dopo, mi furono offerte ulteriori opportunità di partecipare a eventi formativi incentrati sulla didattica.
Queste esperienze, così gratificanti e orientate a dimostrare il potenziale delle storie in classe, mi spinsero a proseguire: il mio obiettivo era far divertire i bambini e supportare le attività di insegnamento e apprendimento.
Così nasce “Numeri in Fabula”
È stata una sfida ed un’avventura emozionante. Sebbene il libro si sia evoluto notevolmente dal primo abbozzo, l’idea principale è rimasta invariata: creare una metafora che illustra il coraggio di decidere nelle situazioni quotidiane, esaminando un fatto incerto e, soprattutto, imparando a comprenderlo per poter prendere una decisione.
La mia intenzione era quella di fondere un mondo emotivo, immaginativo e metaforico con una razionalità che si sviluppasse parallelamente e ne arricchisse il significato.
Decidere cosa includere (e cosa escludere)
La parte più difficile è stata scegliere cosa includere e cosa escludere da “Numeri in Fabula”.

Con numerosi concetti matematici intrecciati nel racconto, era essenziale rendere i contenuti accurati ma al contempo leggeri, divertenti e ironici: occorreva definire il ritmo e l’atmosfera della storia per renderla attraente ai bambini.
Per farlo, mi sono posta e ho dovuto rispondere a numerose domande, ad esempio:
- Perché Fata Isotta corre come una scheggia?
- Che cosa succede dopo il suo passaggio?
- Perché la strega vuole avvelenare gli abitanti di Matelandia?
- Qual è il ruolo del losco Signor Grattacielo?
- In quali circostanze entra in scena la nonna di Cappuccetto Rosso?
- È possibile o impossibile?
- È probabile o improbabile che l’evento annunciato da Fata Isotta si realizzi?
- Quali ipotesi, domande e proposte formulano i folletti per svelare il mistero?
- Quale finale dare alla storia?
Ogni domanda richiedeva una risposta per poter tessere una narrazione coerente e sostanziale attorno al tema della probabilità, e da qui tutto ha avuto inizio.
Il risultato non è solo una storia matematica che introduce concetti astratti, ma anche un invito per i bambini a esplorare il concetto di probabilità attraverso un viaggio ricco di sfide e situazioni stimolanti.

Un mondo di affetti e emozioni
Nella storia c’è molto di più: oltre alla matematica, si racconta l’importanza degli affetti. Ero nel bosco assieme ai protagonisti, vivendo ogni emozione, inganno, lealtà e relazione, con le emozioni a fare da filo conduttore tra tutti i momenti della narrazione.

Cari lettori, “Numeri in Fabula” è il risultato di un lungo percorso di ispirazioni e sfide creative. Sono consapevole che c’è sempre margine di miglioramento e questa consapevolezza mi spinge a perfezionare costantemente il mio lavoro.
Esplorate, divertitevi e lasciatevi trasportare in questo magico viaggio nel paese di Matelandia.