Menu

Riflessioni post Convegno “La Mediazione Familiare nella cura dei legami”

Il convegno "La mediazione familiare nella cura dei legami" ha posto a cardine la valenza strategica della mediazione familiare come strumento di soluzione dei conflitti familiari e altre pratiche a sostegno delle famiglie con l'obiettivo di prendersi cura e salvaguardare i legami familiari.

Ciao e ben ritrovati qui, cari amici lettori. Qualche giorno fa si è svolto il convegno di formazione “La Mediazione familiare nella cura dei legami” che ha visto anche la partecipazione del corso di laurea in Servizio Sociale dell’Università degli studi d’Annunzio di Chieti – Pescara. Condivido con voi le riflessioni post convegno.

Ogni cosa che realizzo mi mette in contatto con persone diverse e se avete qualche minuto di tempo vi racconto un pò di questa giornata che si è trasformata in una narrazione di vita.

Quando ho incontrato la dirigente scolastica Maria Antonella Ascani dell’IPSIAS “Di Marzio-Michetti”, c’è stata una sintonia immediata di pensieri, ho colto una umanità che la contraddistingue, ho visto in lei un genitore prima ancora del ruolo. L’idea di realizzare il convegno, avallato e supportato dalla dirigente, è stato un bellissimo segnale che è andato oltre gli aspetti puramente didattici. Penso davvero che gli insegnanti possano essere un po’ come i “secondi genitori” perché sono, infatti, tra gli adulti di riferimento non familiari più importanti agli occhi degli studenti e possono aiutarli, proteggerli nei momenti difficili della vita.

Sono, peraltro, convinta che durante il periodo della separazione dei propri genitori, la scuola può significare la continuità e stabilità; in uno scenario in cui tutto pare venir giù, gli insegnanti occupano un ruolo di primo piano e possono essere di grandissimo aiuto se riescono ad essere premurosi, delicati, accoglienti, rispettosi e non stigmatizzanti.

E voglio, quindi, continuare questo racconto facendo ricorso ad una metafora, così penso si capirà meglio il significato che questo convegno ha avuto per me: “esiste un’isola di opportunità all’interno di ogni difficoltà”, anche nella prospettiva e progettualità futura, con la voglia di fare sempre di più. Le cose che sono state condivise mi hanno dato una forte energia e forza di continuare. Un’opportunità importante e piena di significato. Tutto questo per provare a migliorare il futuro delle famiglie in crisi e rendere possibile il cambiamento.

Unico il filo conduttore del convegno: testimoniare agli studenti, docenti, cittadine/i l’impostazione che la mediazione familiare e gli altri strumenti a sostegno delle famiglie portano in salvo il valore del legame. Infatti, si è voluto sottolineare la possibilità di avere un approccio fattibile e reale con la separazione. Dal dolore e dalla sofferenza cui questa esperienza indubbiamente espone si può venirne fuori, meglio se si è aiutati a farlo.

Consapevole che tutte le famiglie sono una rete di legami affettivi, che generano obblighi, diritti, identità, fiducia, certezze, e queste relazioni possono frantumarsi, a volte diventano vulnerabili, si intrecciano, si indeboliscono, ma si possono anche ricomporre e fortificare, rendendo attuabile il cambiamento, unitamente alle pratiche di accompagnamento per le famiglie in difficoltà, preservando i figli dal pericolo di venir privati di alcuni affetti indispensabili, per convertire la sofferenza e la perdita in opportunità. Questo il senso del convegno.

Una giornata carica di belle cose, ricca di stimoli, emozioni, scambi, relazioni, ma anche di gratificazioni e di grande soddisfazione. Nonostante il poco tempo a disposizione, sono riuscita con l’associazione Mediazione e Famiglia APS che rappresento, con l’IPSIAS di Pescara e con il Corso di laurea in Servizio Sociale dell’Università degli Studi G. D’Annunzio, a realizzare questo momento di coinvolgimento pubblico per aprire uno spazio di confronto e di scambio di esperienze tra professionalità che a diverso titolo incontrano e si occupano di genitori e figli che incontrano la vicenda separativa.

Il focus del convegno “La mediazione familiare nella cura dei legami”

Promuovere il benessere degli studenti

È stata l’occasione per riflettere con il mondo della scuola sul fenomeno della separazione e della conflittualità familiare, in una dimensione socializzante su ciò che accompagna l’esperienza separativa, con l’obiettivo di accendere un faro sui vissuti dei figli e delle loro famiglie per promuovere il benessere degli studenti e di tutta la comunità scolastica.

È stato non solo utile ma necessario riflettere con i dirigenti scolastici, docenti, i professionisti, gli esperti accademici e altre competenze, su argomenti che ruotano intorno alle problematiche familiari, per prendersi cura e portare in salvo il valore del legame

Si è portata l’attenzione sul ruolo fondamentale della scuola nel promuovere il benessere dei ragazzi, quale luogo privilegiato per la sensibilizzazione delle famiglie sui diritti dei ragazzi e sulla cultura della genitorialità positiva.

Perché, gli insegnanti occupano, indubbiamente, un ruolo di primo piano come adulti di riferimento non familiari più importanti agli occhi dei bambini e adolescenti che peraltro trascorrono gran parte della loro vita nel sistema scolastico.


I protagonisti

Il Convegno “La Mediazione Familiare nella cura dei legami” ha richiamato la presenza di un nutrito numero di docenti, con una numerosa partecipazione di studenti dell’indirizzo operatore socio-sanitario. Dopo l’apertura del convegno e l’introduzione al tema della giornata da parte mia, partendo proprio dalla consapevolezza che nonostante la frequenza dell’evento separativo, resta sempre un momento critico e doloroso nella vita di una persona, che implica una ristrutturazione del proprio orizzonte di vita, che impone di stabilire nuove relazioni ed equilibri. E la scuola ha un ruolo centrale in tale processo, con il compito specifico di sensibilizzare le famiglie a una genitorialità responsabile.

I saluti istituzionali

Con queste parole il sindaco Carlo Masci è intervenuto: “Prima del Covid, l’Ufficio Politiche sociali del Comune di Pescara seguiva 8.300 utenti in condizioni di disagio; oggi gli utenti sono 13.500, quasi il doppio, e nella maggior parte dei casi si tratta di famiglie che stanno crollando con grandissimi problemi di disagio a carico dei più fragili, ovvero i ragazzi, che spesso si ritrovano in mezzo a una guerra bi-genitoriale senza strumenti né armi di difesa. E’ in questa frattura che le Istituzioni, dal Comune alla scuola, devono avere la forza di insinuarsi, di penetrare nel tessuto, per supportare i ragazzi e fornire loro delle fondamenta stabili, solide, evitando problemi ancora più gravi […]”.

Da segnalare la presenza del consigliere regionale Vincenzo D’Incecco che ha sottolineato l’importanza del convegno e l’altissimo valore dei relatori, di quanto tutto ciò sia stato possibile, grazie all’Associazione Mediazione e Famiglia nel sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni, ma anche grazie alla sensibilità meritoria della scuola che ha accolto e offerto la possibilità di condividere l’evento […].

“La stringente attualità e delicatezza del tema – spiega la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Maria Concetta Falivene – ha richiamato un folto pubblico costituito da operatori che, a vario titolo, si confrontano e sperimentano quotidianamente l’applicazione dell’istituto della Mediazione, come risposta alle diverse problematiche legate a concrete situazioni di vulnerabilità sociale e affettiva […]”.

I relatori

L’evento odierno – ha sottolineato la dirigente Maria Antonella Ascani – mira a fornire gli strumenti sia ai ragazzi che si preparano a lavorare nel comparto sociale e, che si troveranno a dover gestire criticità familiari, in cui a pagare rischiano di essere i più giovani, ma anche i docenti che oggi, sempre più, si ritrovano a fronteggiare in prima linea studenti ‘difficili’.

Docenti che riescono, talvolta, a trovare una scucitura che fa emergere quelle problematiche familiari che sono all’origine della ‘difficoltà’ del singolo studente, a partire dalla separazione dei due genitori.

Parliamo di allievi spesso a rischio di abbandono scolastico che invece vanno catturati, cooptati e coinvolti in un processo didattico e formativo che per loro diventa spesso una valvola di sfogo inimmaginabile, ragazzi che la scuola deve sostenere per aiutarli a costruire il proprio futuro, offrendo loro un punto di vista diverso della propria vita che continua al di là della separazione di mamma e papà. Sicuramente non si tratta di un processo semplice, né facile, che richiede tempo e soprattutto professionalità.

Il prof. Ezio Sciarra, bravissimo nel catturare l’attenzione di tutti quanti, ha illustrato il suo protocollo per la mediazione, un’esperienza pratica di mediazione interculturale fondato sulla interazione e negoziazione collaborativa in un esempio di conflitto interculturale tra i Room e la scuola, guidata dal mediatore che partecipa alle dinamiche delle relazioni tra le parti per facilitare la soluzione della situazione conflittuale, con strategie socio-culturali.

Il prof.  Antonio Maturo ha parlato di una diversa impostazione della mediazione partendo da un esempio, un’analisi di problemi di coppia per mezzo della teoria dei giochi. Ha mostrato in maniera semplice alcune procedure per modellizare con schemi matematici alcuni problemi di coppia e quale può essere il ruolo del mediatore per poter arrivare ad una soluzione ottimale per entrambi i contendenti.

Il prof. Roberto Veraldi, presidente del corso di Laurea in Servizio Sociale che ha relazionato sulle ampie e significative funzioni svolte dagli operatori del Servizio sociale in termini di prevenzione, assistenza, consulenza e supporto alle diverse tipologie di fragilità.

Mariella  De Magistris ha messo a fuoco il ruolo dell’insegnante nel prendersi cura di quei ragazzi in difficoltà per la separazione dei propri genitori, attraverso il sostegno, l’ascolto del disagio, ma anche e soprattutto per salvarli da dinamiche distruttive, per salvaguardare i legami familiari e contrastare la dispersione scolastica.

I lavori sono stati arricchiti anche dalle relazioni di Amalia Di Santo, presidente CROAS Abruzzo e della Mediatrice familiare e scolastica, Antonella Sapio: hanno esposto le loro esperienze sul campo illustrando i molteplici aspetti dell’istituto della Mediazione familiare, con un focus particolare sulla mediazione familiare e sui gruppi di parola per figli di genitori separati. Infine la dirigente scolastica Teresa Ascione, Garante per l’infanzia e l’Adolescenza del Comune di Pescara, nel suo intervento ha trattato il tema del benessere dei minori nella separazione dei genitori richiamato dalla Convenzione di New York del 1989.

I mediatori non hanno altro fine se non quello di costruire una linea di confine, una visione, che possa contenere e dare spazio alla parola dei contendenti. Non parlano tanto, non danno neppure consigli o vie di uscita. Sono equivicini in una disposizione di riconoscimento continuo e senza riserve. Come vele di barche di cui sono le parti a reggere il timone, anche se difficile da maneggiare, in direzione dei propri obiettivi e verso il raggiungimento di una destinazione nuova che per loro è importante, nel mare delle preoccupazioni, di pensieri, emozioni e sensazioni di paura su ciò che potrebbe accadere nelle loro vite.

(Anna Maria Di Poccio)

https://www.tvsei.it/al-di-marzio-michetti-convegno-sulla-mediazione-familiare/?fbclid=IwAR1Ean0hnHJSeWFX3n9QqLeaCOjy131dyjv6WbdpRwWUDRxzzG5CjQ-Wx-w

Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità

Albert Einstein

Vuoi trasformare le tue difficoltà in opportunità? Contattaci


Grazie per essere qui, torna a trovarci!

????

Condividi il tuo amore
Anna Maria Di Poccio
Anna Maria Di Poccio

Sociologa, mediatrice familiare e scolastica, coordinatrice genitoriale, conduttrice di gruppi di parola. Esperta nella gestione dei conflitti, negoziazione, comunicazione, aiuta le coppie in fase di separazione o divorzio a raggiungere un accordo condiviso per la riorganizzazioni delle relazioni familiari.

Articoli: 32

Un commento

  1. Complimenti per i risultati ottenuti! il convegno è stato un confronto costruttivo su un tema che coinvolge tantissimi bambini e le loro famiglie. È importante che se ne parli.

Lascia una risposta

Scopri di più da Anna Maria Di Poccio

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere